La festa della Liberazione
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🆔 ID: 13761941
📜 Lyrics
La festa della liberazione da questa voglia di serenità
E da quelli ubriachi di belle parole, da quelli sbronzi d'autorità
Come mio nonno minatore di verbi e congiuntivi di nessuna utilità
Di rispetto per sé stessi e per gli altri, praticamente l'infelicità
E questi bambini, pimpanti e codardi, che hanno già perso la verginità
L'imene rotto, della meraviglia nessuna scintilla, una sega a metà
La festa della liberazione, ce ne son molti di cui mi libererei
A cominciare da quelli di famiglia, dai tarli che mi han regalato i miei
Dalla voglia di cascare sempre in piedi, dalla tua scuola, dall'università
Che ti ha insegnato soltanto ad imparare per imparare, e adesso che si fa?
E mia sorella, arrizzacazzi per scelta, un piercing sull'ombelico e sei una celebrità
In questo paesino di grandi repressi, pochi e squallidi amplessi, la mediocrità
La festa della liberazione da tutti gli atei, compreso il sottoscritto
Io prego molto, ma molto di più di chi si inginocchia e prega il soffitto
E passo ore, giorni, mesi a pensare, "Le stelle non guardarle mai"
Ho paura di vederlo spuntare, sorride e dice, "Appino, che cazzo fai?"
E la marcia nuziale di tutti è un aereo che passa e lascia una scia
Che divide il cielo da quelli buoni e da quelli che han bisogno della polizia
La festa della liberazione da questo talento di perdonarmi tutto
E perdono gli altri solo se è comodo a me, Dio, quante balle che mi son detto
E che ho detto a tutti quanti voi, invitati a casa mia e poi lasciati fuori
E mia sorella piange di nascosto, la sua ragazza le ha detto, "Muori!"
E tutti i maschi del paese sono in tiro, nell'attesa si picchiano per toccarsi un po'
Quant'è brutta tutta questa campagna, la gente si lagna e nemmeno un falò
Mentre al centro han rubato il senso, centrare un bersaglio è quello che vorrei
Come mio padre 34 anni fa, una vita ad allontanarlo e diventare come lui
E da quelli ubriachi di belle parole, da quelli sbronzi d'autorità
Come mio nonno minatore di verbi e congiuntivi di nessuna utilità
Di rispetto per sé stessi e per gli altri, praticamente l'infelicità
E questi bambini, pimpanti e codardi, che hanno già perso la verginità
L'imene rotto, della meraviglia nessuna scintilla, una sega a metà
La festa della liberazione, ce ne son molti di cui mi libererei
A cominciare da quelli di famiglia, dai tarli che mi han regalato i miei
Dalla voglia di cascare sempre in piedi, dalla tua scuola, dall'università
Che ti ha insegnato soltanto ad imparare per imparare, e adesso che si fa?
E mia sorella, arrizzacazzi per scelta, un piercing sull'ombelico e sei una celebrità
In questo paesino di grandi repressi, pochi e squallidi amplessi, la mediocrità
La festa della liberazione da tutti gli atei, compreso il sottoscritto
Io prego molto, ma molto di più di chi si inginocchia e prega il soffitto
E passo ore, giorni, mesi a pensare, "Le stelle non guardarle mai"
Ho paura di vederlo spuntare, sorride e dice, "Appino, che cazzo fai?"
E la marcia nuziale di tutti è un aereo che passa e lascia una scia
Che divide il cielo da quelli buoni e da quelli che han bisogno della polizia
La festa della liberazione da questo talento di perdonarmi tutto
E perdono gli altri solo se è comodo a me, Dio, quante balle che mi son detto
E che ho detto a tutti quanti voi, invitati a casa mia e poi lasciati fuori
E mia sorella piange di nascosto, la sua ragazza le ha detto, "Muori!"
E tutti i maschi del paese sono in tiro, nell'attesa si picchiano per toccarsi un po'
Quant'è brutta tutta questa campagna, la gente si lagna e nemmeno un falò
Mentre al centro han rubato il senso, centrare un bersaglio è quello che vorrei
Come mio padre 34 anni fa, una vita ad allontanarlo e diventare come lui
⏱️ Synced Lyrics
[00:29.23] La festa della liberazione da questa voglia di serenità
[00:36.39] E da quelli ubriachi di belle parole, da quelli sbronzi d'autorità
[00:44.09] Come mio nonno minatore di verbi e congiuntivi di nessuna utilità
[00:51.49] Di rispetto per sé stessi e per gli altri, praticamente l'infelicità
[00:58.16] E questi bambini, pimpanti e codardi, che hanno già perso la verginità
[01:05.97] L'imene rotto, della meraviglia nessuna scintilla, una sega a metà
[01:14.85]
[01:19.13] La festa della liberazione, ce ne son molti di cui mi libererei
[01:26.24] A cominciare da quelli di famiglia, dai tarli che mi han regalato i miei
[01:33.64] Dalla voglia di cascare sempre in piedi, dalla tua scuola, dall'università
[01:41.02] Che ti ha insegnato soltanto ad imparare per imparare, e adesso che si fa?
[01:48.47] E mia sorella, arrizzacazzi per scelta, un piercing sull'ombelico e sei una celebrità
[01:55.58] In questo paesino di grandi repressi, pochi e squallidi amplessi, la mediocrità
[02:06.43]
[02:08.91] La festa della liberazione da tutti gli atei, compreso il sottoscritto
[02:15.84] Io prego molto, ma molto di più di chi si inginocchia e prega il soffitto
[02:23.41] E passo ore, giorni, mesi a pensare, "Le stelle non guardarle mai"
[02:31.17] Ho paura di vederlo spuntare, sorride e dice, "Appino, che cazzo fai?"
[02:38.36] E la marcia nuziale di tutti è un aereo che passa e lascia una scia
[02:45.77] Che divide il cielo da quelli buoni e da quelli che han bisogno della polizia
[02:56.57]
[03:28.27] La festa della liberazione da questo talento di perdonarmi tutto
[03:35.23] E perdono gli altri solo se è comodo a me, Dio, quante balle che mi son detto
[03:42.60] E che ho detto a tutti quanti voi, invitati a casa mia e poi lasciati fuori
[03:50.03] E mia sorella piange di nascosto, la sua ragazza le ha detto, "Muori!"
[03:57.70] E tutti i maschi del paese sono in tiro, nell'attesa si picchiano per toccarsi un po'
[04:05.02] Quant'è brutta tutta questa campagna, la gente si lagna e nemmeno un falò
[04:17.74] Mentre al centro han rubato il senso, centrare un bersaglio è quello che vorrei
[04:25.24] Come mio padre 34 anni fa, una vita ad allontanarlo e diventare come lui
[04:32.43]
[00:36.39] E da quelli ubriachi di belle parole, da quelli sbronzi d'autorità
[00:44.09] Come mio nonno minatore di verbi e congiuntivi di nessuna utilità
[00:51.49] Di rispetto per sé stessi e per gli altri, praticamente l'infelicità
[00:58.16] E questi bambini, pimpanti e codardi, che hanno già perso la verginità
[01:05.97] L'imene rotto, della meraviglia nessuna scintilla, una sega a metà
[01:14.85]
[01:19.13] La festa della liberazione, ce ne son molti di cui mi libererei
[01:26.24] A cominciare da quelli di famiglia, dai tarli che mi han regalato i miei
[01:33.64] Dalla voglia di cascare sempre in piedi, dalla tua scuola, dall'università
[01:41.02] Che ti ha insegnato soltanto ad imparare per imparare, e adesso che si fa?
[01:48.47] E mia sorella, arrizzacazzi per scelta, un piercing sull'ombelico e sei una celebrità
[01:55.58] In questo paesino di grandi repressi, pochi e squallidi amplessi, la mediocrità
[02:06.43]
[02:08.91] La festa della liberazione da tutti gli atei, compreso il sottoscritto
[02:15.84] Io prego molto, ma molto di più di chi si inginocchia e prega il soffitto
[02:23.41] E passo ore, giorni, mesi a pensare, "Le stelle non guardarle mai"
[02:31.17] Ho paura di vederlo spuntare, sorride e dice, "Appino, che cazzo fai?"
[02:38.36] E la marcia nuziale di tutti è un aereo che passa e lascia una scia
[02:45.77] Che divide il cielo da quelli buoni e da quelli che han bisogno della polizia
[02:56.57]
[03:28.27] La festa della liberazione da questo talento di perdonarmi tutto
[03:35.23] E perdono gli altri solo se è comodo a me, Dio, quante balle che mi son detto
[03:42.60] E che ho detto a tutti quanti voi, invitati a casa mia e poi lasciati fuori
[03:50.03] E mia sorella piange di nascosto, la sua ragazza le ha detto, "Muori!"
[03:57.70] E tutti i maschi del paese sono in tiro, nell'attesa si picchiano per toccarsi un po'
[04:05.02] Quant'è brutta tutta questa campagna, la gente si lagna e nemmeno un falò
[04:17.74] Mentre al centro han rubato il senso, centrare un bersaglio è quello che vorrei
[04:25.24] Come mio padre 34 anni fa, una vita ad allontanarlo e diventare come lui
[04:32.43]