Ciao Pa'
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🆔 ID: 14856264
📜 Lyrics
Io ti avrei voluto dedicare i versi più belli
E invece ciò che stai ascoltando non è granchè
E questa non volevo manco metterla nel disco
Perché per molti come canzone sarà un cliché
Io sono quello che quando gira per la città
Gli chiedono " tuo padre è quello che ha la cinquecento? "
E tu sei quello che quando gira per la città
Gli dicono " tuo figlio suona? Sai sono contento "
Ma non gli credere
Sono vipere
Iene pronte a ridere
Pronte a vedermi cenere
Non fosse per la musica per loro sarei niente
E tu saresti l'unico amico a volermi bene
Ti scrivo che novembre non sai io freddo che fa
Lavoro come sempre ma qualcosa non va
E non parlo della musica, la musica è quà
E quando tutto cade mi fa evadere dalla realtà
Sto in bilico tra stanze vuote e posti popolati
Per mano ho la tristezza le risposte le so già
Anzi ormai le so a memoria
Ma adesso ho una certezza il tuo è rimasto l'unico sorriso uguale ancora
Il mio è da un po' che se n'è andato prima zia
Poi altra gente mi ha lasciato lungo la scia
E non te l'ho mai detto sono stato in psichiatria
Ricoverato qualche giorno perché stavo andando via
Perché in questa ipocrisia
Ci arrendiamo
Il valore delle cose le capisci quando le perdiamo
Ci penso bene, quant'è che non parliamo?
Te lo giuro prendo un treno, ti chiamo e ci rivediamo
Ciao papà
Quando chiedi come va
Dico sempre bene, non è mai la verità
E a te come va? Mamma come sta?
Dille che lavoro e che la chiamo più in là
Perché oggi non ho tempo di attaccarmi a un telefono
Per farmi raccontare solo quello che vorrai
Che tanto se qualcosa non va non me lo dirai
Come me non ti voglio bene non l'ho detto mai, mai!
Ciao papà
Quando chiedi come va
Dico sempre bene, non è mai la verità
E a te come va? Mamma come sta
Dille che sto in viaggio e che la chiamo più in là perché oggi non ho voglia di parlare a un telefono
A anche se non ci sentiamo spesso capirai
Non te lo aspettavi, forse non ce n'è bisogno
Volevo solo dirti che ci sono spero ascolterai
Anno '89 sotto un sole giallo zafferano
E una città col cielo di seconda mano
Tu mi accompagnavi a scuola quando si faceva l'ora
Ricordo che guidavi solo la tua cinquecento rossa
Ed ora come allora prendere una grossa fossa
Voleva dire stare col tergicristalli in mano
Pagando rette ti sei preso un Alfasud
Hai preso anche due cassette, Jovanotti e Franco Califano
Erano gli anni che io calcio era il mio richiamo
I calci quando sbagliavo eran quelli che meritavo
Guardavo in TV la piovra
L'acido era Cattaneo
Con mamma sopra una divano
Con gli occhi sul suo ricamo
Anni che Maradona stregava tutto il S. Paolo
E se il Napoli vinceva a Verona e pure a Milano
L'Italia delle metropoli odiava i meridionali
Ma da Roma in su nemmeno lo sanno quanto spacchiamo
Attaccami alle spalle con due spilli un paio di ali di gabbiano
Perché voglio solo andarmene lontano
Dove contiamo e si continua a dire " ti amo "
Non come una prassi da seguire prima che scopiamo
Dove valiamo per quello che abbiamo dentro
Non da quando dai piedi al mento vestiamo Ferragamo
E su hai un asso nella manica non devi stare attenti ai cani pronti a farti l'osso nella mano
Dove se cadiamo
Ci rialziamo
Diamo tempo al tempo
Oltre al movimento circadiano dove ci capiamo
E ci copriamo cicatrici col silenzio
Se ci guardiamo io capisco cos'ha senso.
Ciao papà
Quando chiedi come va
Dico sempre bene, non è mai la verità
E a te come va? Mamma come sta?
Dille che lavoro e che la chiamo più in là
Perché oggi non ho tempo di attaccarmi a un telefono
Per farmi raccontare solo quello che vorrai
Che tanto se qualcosa non va non me lo dirai
Come me non ti voglio bene non l'ho detto mai, mai!
Ciao papà
Quando chiedi come va
Dico sempre bene, non è mai la verità
E a te come va? Mamma come sta
Dille che sto in viaggio e che la chiamo più in là perché oggi non ho voglia di parlare a un telefono
A anche se non ci sentiamo spesso capirai
Non te lo aspettavi, forse non ce n'è bisogno
Volevo solo dirti che ci sono spero ascolterai
E invece ciò che stai ascoltando non è granchè
E questa non volevo manco metterla nel disco
Perché per molti come canzone sarà un cliché
Io sono quello che quando gira per la città
Gli chiedono " tuo padre è quello che ha la cinquecento? "
E tu sei quello che quando gira per la città
Gli dicono " tuo figlio suona? Sai sono contento "
Ma non gli credere
Sono vipere
Iene pronte a ridere
Pronte a vedermi cenere
Non fosse per la musica per loro sarei niente
E tu saresti l'unico amico a volermi bene
Ti scrivo che novembre non sai io freddo che fa
Lavoro come sempre ma qualcosa non va
E non parlo della musica, la musica è quà
E quando tutto cade mi fa evadere dalla realtà
Sto in bilico tra stanze vuote e posti popolati
Per mano ho la tristezza le risposte le so già
Anzi ormai le so a memoria
Ma adesso ho una certezza il tuo è rimasto l'unico sorriso uguale ancora
Il mio è da un po' che se n'è andato prima zia
Poi altra gente mi ha lasciato lungo la scia
E non te l'ho mai detto sono stato in psichiatria
Ricoverato qualche giorno perché stavo andando via
Perché in questa ipocrisia
Ci arrendiamo
Il valore delle cose le capisci quando le perdiamo
Ci penso bene, quant'è che non parliamo?
Te lo giuro prendo un treno, ti chiamo e ci rivediamo
Ciao papà
Quando chiedi come va
Dico sempre bene, non è mai la verità
E a te come va? Mamma come sta?
Dille che lavoro e che la chiamo più in là
Perché oggi non ho tempo di attaccarmi a un telefono
Per farmi raccontare solo quello che vorrai
Che tanto se qualcosa non va non me lo dirai
Come me non ti voglio bene non l'ho detto mai, mai!
Ciao papà
Quando chiedi come va
Dico sempre bene, non è mai la verità
E a te come va? Mamma come sta
Dille che sto in viaggio e che la chiamo più in là perché oggi non ho voglia di parlare a un telefono
A anche se non ci sentiamo spesso capirai
Non te lo aspettavi, forse non ce n'è bisogno
Volevo solo dirti che ci sono spero ascolterai
Anno '89 sotto un sole giallo zafferano
E una città col cielo di seconda mano
Tu mi accompagnavi a scuola quando si faceva l'ora
Ricordo che guidavi solo la tua cinquecento rossa
Ed ora come allora prendere una grossa fossa
Voleva dire stare col tergicristalli in mano
Pagando rette ti sei preso un Alfasud
Hai preso anche due cassette, Jovanotti e Franco Califano
Erano gli anni che io calcio era il mio richiamo
I calci quando sbagliavo eran quelli che meritavo
Guardavo in TV la piovra
L'acido era Cattaneo
Con mamma sopra una divano
Con gli occhi sul suo ricamo
Anni che Maradona stregava tutto il S. Paolo
E se il Napoli vinceva a Verona e pure a Milano
L'Italia delle metropoli odiava i meridionali
Ma da Roma in su nemmeno lo sanno quanto spacchiamo
Attaccami alle spalle con due spilli un paio di ali di gabbiano
Perché voglio solo andarmene lontano
Dove contiamo e si continua a dire " ti amo "
Non come una prassi da seguire prima che scopiamo
Dove valiamo per quello che abbiamo dentro
Non da quando dai piedi al mento vestiamo Ferragamo
E su hai un asso nella manica non devi stare attenti ai cani pronti a farti l'osso nella mano
Dove se cadiamo
Ci rialziamo
Diamo tempo al tempo
Oltre al movimento circadiano dove ci capiamo
E ci copriamo cicatrici col silenzio
Se ci guardiamo io capisco cos'ha senso.
Ciao papà
Quando chiedi come va
Dico sempre bene, non è mai la verità
E a te come va? Mamma come sta?
Dille che lavoro e che la chiamo più in là
Perché oggi non ho tempo di attaccarmi a un telefono
Per farmi raccontare solo quello che vorrai
Che tanto se qualcosa non va non me lo dirai
Come me non ti voglio bene non l'ho detto mai, mai!
Ciao papà
Quando chiedi come va
Dico sempre bene, non è mai la verità
E a te come va? Mamma come sta
Dille che sto in viaggio e che la chiamo più in là perché oggi non ho voglia di parlare a un telefono
A anche se non ci sentiamo spesso capirai
Non te lo aspettavi, forse non ce n'è bisogno
Volevo solo dirti che ci sono spero ascolterai