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Concerto delle menti (Prima parte)

👤 Pholas Dactylus 🎼 Concerto delle menti ⏱️ 29:15
🎵 6422 characters
⏱️ 29:15 duration
🆔 ID: 15233201

📜 Lyrics

Tra poco voi salirete su di un tram
Uno di quei vecchi, scassati tram
Che assomigliano tanto a voi
Dopo una giornata nera, vuota, paranoica
Per un po' l'andatura di quel tram
Sarà per voi quella di tutti i giorni
E il vostro occhio cadrà sul pavimento
Lurido pavimento, ricoperto dalle incrostazioni degli sputi
Dei passeggeri che vi hanno preceduto
Toccherete sulla spalla il vostro
vicino di sedile per chiedergli qualcosa
Vi renderete conto, con immensa disperazione
Che non avete toccato altro che un
mucchio di stracci, il cui contenuto è il nulla
Chiamerete, urlando, il conducente
Egli si volterà e vedrete il volto della morte delle menti
La vostra unica possibilità d'uscita
Sarà quella d'affacciarvi ad uno
qualsiasi dei tanti finestrini dello stesso tram
E allora v'accorgerete che quello che vi vedevate di solito
Sta cambiando, lentamente, inesorabilmente
La forma delle case, le auto, la gente
Prenderanno le forme e i colori, i profumi
Che la vostra mente vi suggerirà
Il tram stesso si staccherà da terra e ognuno di voi
Pur rimanendo sullo stesso tram
Viaggerà per conto suo, superando porte dimensionali

A questo punto, la vostra mente sarà predisposta ad accettare
Ciò che Pholas Dactylus ha già accettato
a suo tempo: non siamo soli nell'universo

Il poeta scava con artigli di ferro
le sabbie del deserto che sprofonda
Rifatta seme, la rosa rampicante,
l'insetto riprende la sua forma di larva
Nella gola vuota di Mosè, come fumo,
rientrano tutte le parole pronunciate
La lama di Caino si leva dalla ferita e Abele risorge dalla polvere
Pilato non trova più la sua lingua e
Giuda sale all'albero a cui s'appese
Lucifero s'invola, ruggendo,
dalla Terra e ricade il Cristo nella sua, solo sua, morte
Adamo ha nuovamente la sua costola,
una donna piange entro il suo fianco
La distesa dell'Eden è verde e folta,

la foresta mormora, non si vede animale
Un sole, sciolto in catene di avida
sete, ciba il primo con l'ultimo giorno

Camminando sui tetti delle case morte
M'accorgo d'avere le tasche piene di sabbia
Sabbia azzurra di un deserto d'ametista
Nelle narici semi di belladonna e le piante della canapa indiana
Mare di libanese rosso e mille
cavalli in corsa sul dorso della mia mano
Ditemi voi, piccoli uomini insignificanti
Credete di stare così bene laggiù,
semi sepolti sotto una pioggia di tarantole nere?
Perché non dovrei viaggiare oltre la soglia di un'altra dimensione?
E ditemi voi, piccole donne di stucco...
Che ci capite voi se vi dico...
Che ci capite voi se vi dico...
Che ci capite voi se vi dico...
Che un sasso si apre e ne esce un fiore
Che ci capite voi se vi dico che da un mare salgono comete viola?
Che ci capite voi se vi dico che da una camera vuota
Può uscire un esercito di funghi verdi e scomparire
Inghiottiti dalla bocca di un inferno?
Che ci capite voi se vi dico che da un mare
Salgono periscopi d'argento con la lente candida?
Che vedo una lunga fila di essere umani, sono nudi e privi di faccia
Al posto della faccia c'è uno specchio levigato
Che vedo rospi con occhi di gemme
Che vedo alberi con le foglie nere
Che vedo edifici,
le cui fondamenta fluttuano sopra la superficie del suolo
Che vedo abissi scarlatti,
montagne d'oro e dal mare salgono periscopi giganti...

Però funziono... funziono bene! Ed è questo... solo questo che conta!

Gli imbecilli ci stanno guardando e non sanno più cosa fare
Il terrore diventerà grande ed il grasso farà da padrone
Quanti dischi coperti di sangue, sangue viola, respiri mozzati
E i pianeti di questa galassia si son fusi in un unico blocco

In un unico ammasso di fuoco

Quante vite tagliate di netto, vite senza significato
Ed un boia con le sue ruffiane sta guardando dall'alto
Ridendo di quelli che pretendono di salvarsi

Comperando i cervelli degli altri

Dai celesti spazi infiniti scenderanno un giorno sei angeli d'acciaio
Non avranno una bocca per parlare
Non avranno occhi per vedere né orecchie per sentire
Il primo stenderà le sue appendici sull'oceano, che diventerà nero
Aghi di sole bucheranno i semi della
terra, facendone scaturire putrefazione e morte
Il secondo metterà le sue radici nelle lande
più deserte, divenendo l'albero degli alberi
Il terzo sprofonderà nelle fosse abissali di un mare immaginato
Facendo terribile strage dei mostri in esso sepolti
Il quarto farà uso di una ventosa d'alabastro
Che risucchierà tutto ciò che
drogava gli umani da molte migliaia d'anni
Il quinto impedirà il risveglio del colosso dai piedi d'argilla
E la volta del cielo verrà oscurata da barche di platino
Milioni d'animali, d'ogni specie,
verranno assorbiti dalla tromba solare
E mandati ognuno verso una stella diversa

Il sesto riedificherà la torre Atlantica
e si parlerà finalmente una sola lingua!

Abismo, nutrajo, veneni, okazi, nutranjo, veneni
Flago, stalo, detrui, cevalo, repacigi, fringo, donaco
Eniri, plenigi, flami, provizi, cerbumi, lunturo

Poi egli scenderà come pioggia sul selciato
E ci sarà abbondanza di pace, sino alla scomparsa dei pianeti
Egli dominerà da un mare all'altro,
dal fiume sino ai confini della terra... questo vi dico io...
Ma i seguaci di Baal sono ancora in agguato:
"Squartate dunque le vostre vacche, noi squarteremo le nostre"

Il fuoco del Dio, dell'arca lucente,
brucerà una sola delle vacche squartate
E la fine definitiva dei seguaci di Baal sarà infine segnata

Fabelo, panisto, furago, liveri, galono, morusabo
Jasmeno burgono, agrabla, frosti, plezure, lunturo
Frandema, Jasmeno, frandema, cerbumi, frandema, lunturo

Ma non saremo che all'inizio del nostro cammino...
La nostra meta sarà quella di unirci per
sempre a quei popoli che già c'aspettano
E tuffarci con loro nell'universo degli

universi, nella dimensione degli intoccabili
E là giunti, nascere e rinascere più volte con diverse forme
Poiché il corpo può essere 10, 100, 10000,
un milione, un miliardo... la mente... una

Una delle navi delle sabbie si schianta
sulle dune azzurre con la grande vela amaranto
La chiglia di rame,
la barra bianca luna e tutte le annegate immagini che la fendono

Gli uomini mascherati, le donne mascherate
Tutti sprofondano nella sabbia,
per poi dissolversi in una nuvola arancione prima, nera dopo...
Poi il tuono della morte,
una morte che non è morte, perché non c'è mai stata vita

(Compro e vendo cervelli usati, compro anche quelli di scarto)
(Compro e vendo cervelli usati, compro anche quelli di scarto)

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