Il sogno di Scipone, K126 - Recitativo - 'Publio, padre, ah lasciate'
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📜 Lyrics
Publio, padre, lasciate ch'io rimanga con voi
Lieto abbandono quel soggiorno laggiù troppo infelice
Ancor non è permesso, ancor non dice
Molto a viver ti resta
Io vissi assai
Basta, basta per me, sì, ma non basta ai disegni
Del fato, al ben di Roma, al mondo, al ciel
Molto facesti e molto di più si vuol da te
Senza mistero non v'hai sipìo maltero
E dalli aviti e dei paterni allori
I gloriosi tuoi primi sudori per le
Campagne e i vere a caso non spargesti
E non a caso porti quello omil fronte che all'Africa è fatale
A me fu dato il soggiogarsi granemica e tocca il struggere a te
Va, ma prepara non meno alle sventure che al trionfi
Il tuo petto in ogni sorte li stessa e la virtù
L'agita, è vero, il nemico desti, ma non l'opprime
E quando è men felice è più sublime
Lieto abbandono quel soggiorno laggiù troppo infelice
Ancor non è permesso, ancor non dice
Molto a viver ti resta
Io vissi assai
Basta, basta per me, sì, ma non basta ai disegni
Del fato, al ben di Roma, al mondo, al ciel
Molto facesti e molto di più si vuol da te
Senza mistero non v'hai sipìo maltero
E dalli aviti e dei paterni allori
I gloriosi tuoi primi sudori per le
Campagne e i vere a caso non spargesti
E non a caso porti quello omil fronte che all'Africa è fatale
A me fu dato il soggiogarsi granemica e tocca il struggere a te
Va, ma prepara non meno alle sventure che al trionfi
Il tuo petto in ogni sorte li stessa e la virtù
L'agita, è vero, il nemico desti, ma non l'opprime
E quando è men felice è più sublime