Il regno delle fate
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📜 Lyrics
Una signora non più giovane sorride
Alla fermata del passante per Milano
Io che raccolgo le mie cose con lo zaino scendo giù dal treno pieno
Ci sono facce variopinte, polizia, non c'è bisogno di vetrine colorate
O forse sì ma solo come una finestra
Per il regno, per il regno delle fate
Ed una rossa col cappotto che sorride al fidanzato che non vedo
Egli sorride lo saluta e d'improvviso piglia e sale sopra il treno
Io non li guardo mentre bacia il suo
Ragazzo ma si vede che lo ama per davvero
Come si vede la stazione di Lambrate di Milano Rogoredo
E sono un re ma sono un re che si dimentica le cose per la strada
E sono un re ma sono un re che si dimentica le cose ovunque vada
E una ragazza nigeriana coi capelli che ha rubato ad una decalcomania
E il pendolare col portatile che dorme
Ancora un po' prima di scendere a Pavia
E due surfisti grunge che han girato
Il mondo e che non fanno che parlare
Io che li ascolto assorto come i contadini
Di una volta se gli parlano del mare
E questa gente con filmini, penne laser, con le cuffie dei computer
E questa gente sta imparando a compitare nuove lingue sconosciute
Se gli dicessi che li odio non lo so se mi saprebbero capire
Ma se gli urlassi in faccia che li amo
Chi lo sa se mi starebbero a sentire
E sono un re ma sono un re che è stato già ghigliottinato dalla noia
E sono un re ma sono un re che non ha niente a che vedere coi Savoia
E questi strilli di bambini capricciosi
Che le madri stanno presentando a Erode
E questi cori di bambini dentro i tori di
Ceramica che bruciano nel nome delle mode
E quanta polvere negli occhi e tutt'intorno non sai più dove guardare
Le targhe alterne, le bandiere della pace nel monossido che sale
Emergeranno tutti i topi dai tombini
Fra la gente che si fa le ultime pere
Occuperanno tutti quanti i posti chiave delle leve del potere
Allora sì che rideremo quando tutto
Sarà immenso come un grande carnevale
E rideremo e bruceremo quei fantocci che vederci fa male
Allora sì che leggeremo tutto il mondo come fosse in filigrana
E sarà bello ed ogni brivido vedere come tremerà la scena
Staremo lì sotto le stelle sparse in cielo come un chilo di farina
E batteremo i piedi a tempo al freddo dall'erogatore di benzina
Ed entreremo in qualche cinema da Prigent dove ruscano gli amori
Ed usciremo da quel cinema e sapremo che eravamo noi gli attori
Alla fermata del passante per Milano
Io che raccolgo le mie cose con lo zaino scendo giù dal treno pieno
Ci sono facce variopinte, polizia, non c'è bisogno di vetrine colorate
O forse sì ma solo come una finestra
Per il regno, per il regno delle fate
Ed una rossa col cappotto che sorride al fidanzato che non vedo
Egli sorride lo saluta e d'improvviso piglia e sale sopra il treno
Io non li guardo mentre bacia il suo
Ragazzo ma si vede che lo ama per davvero
Come si vede la stazione di Lambrate di Milano Rogoredo
E sono un re ma sono un re che si dimentica le cose per la strada
E sono un re ma sono un re che si dimentica le cose ovunque vada
E una ragazza nigeriana coi capelli che ha rubato ad una decalcomania
E il pendolare col portatile che dorme
Ancora un po' prima di scendere a Pavia
E due surfisti grunge che han girato
Il mondo e che non fanno che parlare
Io che li ascolto assorto come i contadini
Di una volta se gli parlano del mare
E questa gente con filmini, penne laser, con le cuffie dei computer
E questa gente sta imparando a compitare nuove lingue sconosciute
Se gli dicessi che li odio non lo so se mi saprebbero capire
Ma se gli urlassi in faccia che li amo
Chi lo sa se mi starebbero a sentire
E sono un re ma sono un re che è stato già ghigliottinato dalla noia
E sono un re ma sono un re che non ha niente a che vedere coi Savoia
E questi strilli di bambini capricciosi
Che le madri stanno presentando a Erode
E questi cori di bambini dentro i tori di
Ceramica che bruciano nel nome delle mode
E quanta polvere negli occhi e tutt'intorno non sai più dove guardare
Le targhe alterne, le bandiere della pace nel monossido che sale
Emergeranno tutti i topi dai tombini
Fra la gente che si fa le ultime pere
Occuperanno tutti quanti i posti chiave delle leve del potere
Allora sì che rideremo quando tutto
Sarà immenso come un grande carnevale
E rideremo e bruceremo quei fantocci che vederci fa male
Allora sì che leggeremo tutto il mondo come fosse in filigrana
E sarà bello ed ogni brivido vedere come tremerà la scena
Staremo lì sotto le stelle sparse in cielo come un chilo di farina
E batteremo i piedi a tempo al freddo dall'erogatore di benzina
Ed entreremo in qualche cinema da Prigent dove ruscano gli amori
Ed usciremo da quel cinema e sapremo che eravamo noi gli attori