L'Osservatore, L'Osservatore1
🎵 8514 characters
⏱️ 9:40 duration
🆔 ID: 30885114
📜 Lyrics
Mi sveglio alle tre del mattino, percepisco che sono in giro
Cammino disperso nello spazio cittadino
Dove noi non ci incontriamo né tra mezz'ora né mai
Però tre mesi dopo ad esempio
Rivedo situazioni avvenute nello stesso spazio ma in diverso tempo
Ricomincio, mi sveglio, percepisco lo spazio intorno a me
Come la mia stanza da letto: pavimento, tavolo, finestra, tetto
È una visione rassicurante, io sono una persona pedante
Per quante volte guardi la stessa immagine
Questa non passa inosservata, è un'abitudine consolidata
Osservo la realtà che tu dai per scontata
Come Monet con la cattedrale di Rouen
In diversi momenti della giornata
Mi sveglio, esco di casa, noto particolari nuovi
Anche se faccio sempre la stessa strada
È un'abilità innata, si chiama percezione
E alle altre persone non credo sia stata donata
La mia superbia viene alimentata dalla praticità distratta
Di chi non sblocca la parte destra del cervello
Mi sveglio, guardo un muro bianco
E dopo due ore che lo guardo è grigio
Vorrei discutere con voi di un colore
Disponendo di un atlante Munsell o di NCS
Quanto ve ne importerebbe, quanto vi annoiereste
Quanto cerchereste nuove realtà visto che questa non la volete
Perché non la sapete intendere
Mi sveglio, e tutto intorno ci siete voi
Io giuro, non vorrei dare giudizi
Lo faccio solo per stare a galla od accontentarvi
La verità è che avrei bisogno di essere immortale
Al solo scopo di osservarvi
Mi sveglio, intorno a me paesaggi
Colline, alberi, pioggia, energie radianti
Edifici sovrastanti, animali vivi e decomposti
Case abitate, avamposti, cartelli di segnalazione ed ossi
Sabbia, erba e fossi, industrie, impianti
Disegni, i nostri, disegni, i vostri
Terrazze, scale, pianerottoli
Descrivo la realtà coi miei metodi enciclopedici
Ovvero ti spiego gli oggetti indicandoteli
Oppure facendo chilometri insieme
Per poi chiederti un'intersezione della mia più la tua osservazione
Mi sveglio, e naturalmente tu hai da fare
Impegni inderogabili da cui non ti riesci a districare
Modelli di comportamento impossibili da sradicare
Il mondo non viene comandato dai soldi o dal sesso
Ma dal non voler provare quel senso di scomodità
Che percepisci quando ti si presenta una qualche nuova possibilità
Mi sveglio, e sono l'unico a vedere
La realtà con tutta questa limpidezza
Senza relativismo, quindi mi sbaglio
Perché sono il solo a pensare che la realtà sia una sola
E ciò che tende a differenziare la visione
È l'immaginario proprio delle singole persone
Mi sveglio, ricordo ogni mia proiezione su quello che potreste pensare
Ormai gli alberi e le case non hanno più
Niente a che fare col vivere immersi nel reale
Sperare in un cambiamento è come sperare
Che piova guardando un cielo pieno di nuvole
È inutile, ed aumenta la distanza tra
Una persona e la comprensione del reale
Mi trovo a desiderare solo quando me lo chiedono per pura convenzione
A volte rispondo invece che non desidero niente, e sono confuso
Ma il mio interlocutore teme più della
Morte il lasciare un discorso inconcluso
Ricorre all'uso di una metafora, quella del genio e della lampada
Nel mio caso i tre desideri a cui
L'interlocutore ha lontanamente alluso
Mi staccano completamente dal reale
Sono la chiave di ciò che cerco di mantenere chiuso
Mi scuso, non lo potevate sapere
Cerco di mantenere separate le due sfere
Anzi, la figura sfera del reale ed il frattale
A spirale dell'immaginario che possiedo
E che una volta aperto dai vostri inutili quesiti
Si sovrappone di prepotenza ai miei discorsi più sensati
Comincio a vedere cose che non esistono
Lo percepisco quando parliamo della stessa cosa nella stessa lingua
Tu citi le fonti e fai bei discorsi
Ed io sono costretto a nasconderti che ciò che penso me lo invento
Perché potresti non credermi o dirmi che non vale credere nel momento
Che piuttosto è meglio usare il tempo per ricercare verità passate
Con la scusa che non c'è più niente di nuovo da coniare
Lo percepisco quando in ambito professionale
Mi rendo conto che nessuna delle cose che
So fare può darmi direttamente da mangiare
Il mio lavoro è farmi bastare i soldi
Utilizzare i mezzi che posseggo immaginari
Per generare nuovi comportamenti ed inserirmi in nuovi contesti
Imparare lavori che tu non vorresti
Ampliare i miei confini per fare quello che tu non riusciresti
All'anagrafe mi segnano sempre tra gli studenti
Non possono certo scrivere creatore di modelli, immagini, libercoli
Lo percepisco quando leggo un libro e ci sono dentro
Smetto di leggere e sono fuori, mi rimetto a leggere e sono dentro
È incredibile, allora non è soltanto quel
Personaggio di Michael Ende che ci riesce
Si percepisce leggendo i fumetti che sono meglio dei libri
Ma forse non mi credi e pensi che siano storie per bambini
E preferisci immergerti nella saggistica per sentirti più serio
O nei libri scritti dagli attualisti per avvicinarti ai fatti
Io sono lì ad aspettarti all'uscita della libreria
Non aspettarti che io faccia pulizia dell'editoria
Tuttavia il mio immaginario contro il tuo si scontra
Ti lego ad un palo, ti sequestro la borsa
Cos'hai comprato, vediamo un po', un libro scritto da
Ed il disegno legato al testo velocizza l'assunzione
Distruggendo la concezione di studio uguale sacrificio
Con la quale sei stato nutrito
Lo percepisco quando ascolto
Dentro e intorno
Sintetizzatori hardware o software generano immagini
Matematiche come le equazioni da cui provengono
Non mi interessano i contesti sociali
Dai quali i gruppi musicali provengono
A meno che non si tratti di alieni, navi spaziali
Od antichi guerrieri più o meno medievali
Ascolto solo i brani che ritengo evocativi
Non ascolto i gruppi solo perché mi dici che sono troppo fighi
Ho bisogno di nutrire sfere esistenziali che tu nemmeno concepisci
Cosa mi importa di sapere che questi e
Questi gruppi sono stati capostipiti?
Quando ascolto certi pezzi di elettronica
Vedo Flatlandia, uccido il Buddha
Percepisco lo Sturm und Drang di ACAB
In tempesta contro la balena bianca
Ho la testa fatta di nubi
Mentre tu mi chiedi quali sono i miei
Preferiti tra i gruppi rapper italiani
Fidati, la risposta non era un indizio per conoscermi
Ascolto il rap per surrogare dei dialoghi
Per ascoltare dei racconti che
Magari fossero anche interessanti ma
Molto spesso certi dischi
Li tiro contro il muro dopo appena sette ascolti
Lo percepisco appena dopo aver tirato un disco contro il muro
Nel punto dell'impatto c'è un segno scuro che si muove
Lo guardo per essere sicuro
Che non si tratti di una scolopendra, un ragno
O addirittura un ossiuro
È una madeleine di Proust
Mi introduco curioso in un mondo fatto di nematodi, platelminti
Parassiti e vermi
Mi siedo sui villi intestinali
Allora è così che avvengono gli assorbimenti dei
Boli alimentari trasformati in elementi nutritivi
Sto vivendo un'esperienza intracorporea
Oppure sto solo immaginando di viverla, che differenza fa?
Mi sveglio e percepisco che ero solo assorto
Non ero morto e non stavo dormendo
Anche se coi sogni lucidi che faccio
Con difficoltà distinguo quando sto sognando da quando sono desto
Lo percepisco al funerale di mio nonno
Parenti tutto intorno, alcuni piangono
Io e mia sorella impassibili
Mentre i becchini seppelliscono una bara in un buco di terra
Uno dei seppellitori si gira e mi guarda
È un cinquantenne di grossa taglia
Indossa una cuffia con il logo dei Sepultura
Oddio, io accetto la surrealtà con molta più ilarità che paura
Purtroppo non c'è nessuna scusa
Che mi permetta di ridere al funerale di un mio parente
Certi modelli comportamentali a me non vanno proprio bene
La gente li usa solo per comodità
E perché non possiede una vasta immaginazione
Mentre penso a questo mio nonno apre la bara
E mi indica fra lo stupore parentale
Mi dice: "Hai ragione
Ti sarà sempre più difficile separare
Il piano immaginario da quello pratico
Quindi fai in modo che si permeino, che si permutino, che collassino"
Grazie nonno, sapevo che non eri solo
Buono a brontolare e picchiare mio padre
Hai cambiato la realtà con un tocco
Intorno a me succedono cose che non esistono
Vedo esistere entità provenienti da
Una dimensione senza forma e senza nome
Solo che a differenza di un Cthulhu o Yog-Sothoth
Non sono necessariamente nefaste od orrorifiche
E nemmeno candide e benefiche
Sono volontà ermetiche autonome
Che percepisci per un attimo
Che appaiono evocate da formule magiche
Non ancestrali od arcaiche
Bensì nascoste nelle frange invisibili del caso
In un presente che non può essere toccato
Cammino disperso nello spazio cittadino
Dove noi non ci incontriamo né tra mezz'ora né mai
Però tre mesi dopo ad esempio
Rivedo situazioni avvenute nello stesso spazio ma in diverso tempo
Ricomincio, mi sveglio, percepisco lo spazio intorno a me
Come la mia stanza da letto: pavimento, tavolo, finestra, tetto
È una visione rassicurante, io sono una persona pedante
Per quante volte guardi la stessa immagine
Questa non passa inosservata, è un'abitudine consolidata
Osservo la realtà che tu dai per scontata
Come Monet con la cattedrale di Rouen
In diversi momenti della giornata
Mi sveglio, esco di casa, noto particolari nuovi
Anche se faccio sempre la stessa strada
È un'abilità innata, si chiama percezione
E alle altre persone non credo sia stata donata
La mia superbia viene alimentata dalla praticità distratta
Di chi non sblocca la parte destra del cervello
Mi sveglio, guardo un muro bianco
E dopo due ore che lo guardo è grigio
Vorrei discutere con voi di un colore
Disponendo di un atlante Munsell o di NCS
Quanto ve ne importerebbe, quanto vi annoiereste
Quanto cerchereste nuove realtà visto che questa non la volete
Perché non la sapete intendere
Mi sveglio, e tutto intorno ci siete voi
Io giuro, non vorrei dare giudizi
Lo faccio solo per stare a galla od accontentarvi
La verità è che avrei bisogno di essere immortale
Al solo scopo di osservarvi
Mi sveglio, intorno a me paesaggi
Colline, alberi, pioggia, energie radianti
Edifici sovrastanti, animali vivi e decomposti
Case abitate, avamposti, cartelli di segnalazione ed ossi
Sabbia, erba e fossi, industrie, impianti
Disegni, i nostri, disegni, i vostri
Terrazze, scale, pianerottoli
Descrivo la realtà coi miei metodi enciclopedici
Ovvero ti spiego gli oggetti indicandoteli
Oppure facendo chilometri insieme
Per poi chiederti un'intersezione della mia più la tua osservazione
Mi sveglio, e naturalmente tu hai da fare
Impegni inderogabili da cui non ti riesci a districare
Modelli di comportamento impossibili da sradicare
Il mondo non viene comandato dai soldi o dal sesso
Ma dal non voler provare quel senso di scomodità
Che percepisci quando ti si presenta una qualche nuova possibilità
Mi sveglio, e sono l'unico a vedere
La realtà con tutta questa limpidezza
Senza relativismo, quindi mi sbaglio
Perché sono il solo a pensare che la realtà sia una sola
E ciò che tende a differenziare la visione
È l'immaginario proprio delle singole persone
Mi sveglio, ricordo ogni mia proiezione su quello che potreste pensare
Ormai gli alberi e le case non hanno più
Niente a che fare col vivere immersi nel reale
Sperare in un cambiamento è come sperare
Che piova guardando un cielo pieno di nuvole
È inutile, ed aumenta la distanza tra
Una persona e la comprensione del reale
Mi trovo a desiderare solo quando me lo chiedono per pura convenzione
A volte rispondo invece che non desidero niente, e sono confuso
Ma il mio interlocutore teme più della
Morte il lasciare un discorso inconcluso
Ricorre all'uso di una metafora, quella del genio e della lampada
Nel mio caso i tre desideri a cui
L'interlocutore ha lontanamente alluso
Mi staccano completamente dal reale
Sono la chiave di ciò che cerco di mantenere chiuso
Mi scuso, non lo potevate sapere
Cerco di mantenere separate le due sfere
Anzi, la figura sfera del reale ed il frattale
A spirale dell'immaginario che possiedo
E che una volta aperto dai vostri inutili quesiti
Si sovrappone di prepotenza ai miei discorsi più sensati
Comincio a vedere cose che non esistono
Lo percepisco quando parliamo della stessa cosa nella stessa lingua
Tu citi le fonti e fai bei discorsi
Ed io sono costretto a nasconderti che ciò che penso me lo invento
Perché potresti non credermi o dirmi che non vale credere nel momento
Che piuttosto è meglio usare il tempo per ricercare verità passate
Con la scusa che non c'è più niente di nuovo da coniare
Lo percepisco quando in ambito professionale
Mi rendo conto che nessuna delle cose che
So fare può darmi direttamente da mangiare
Il mio lavoro è farmi bastare i soldi
Utilizzare i mezzi che posseggo immaginari
Per generare nuovi comportamenti ed inserirmi in nuovi contesti
Imparare lavori che tu non vorresti
Ampliare i miei confini per fare quello che tu non riusciresti
All'anagrafe mi segnano sempre tra gli studenti
Non possono certo scrivere creatore di modelli, immagini, libercoli
Lo percepisco quando leggo un libro e ci sono dentro
Smetto di leggere e sono fuori, mi rimetto a leggere e sono dentro
È incredibile, allora non è soltanto quel
Personaggio di Michael Ende che ci riesce
Si percepisce leggendo i fumetti che sono meglio dei libri
Ma forse non mi credi e pensi che siano storie per bambini
E preferisci immergerti nella saggistica per sentirti più serio
O nei libri scritti dagli attualisti per avvicinarti ai fatti
Io sono lì ad aspettarti all'uscita della libreria
Non aspettarti che io faccia pulizia dell'editoria
Tuttavia il mio immaginario contro il tuo si scontra
Ti lego ad un palo, ti sequestro la borsa
Cos'hai comprato, vediamo un po', un libro scritto da
Ed il disegno legato al testo velocizza l'assunzione
Distruggendo la concezione di studio uguale sacrificio
Con la quale sei stato nutrito
Lo percepisco quando ascolto
Dentro e intorno
Sintetizzatori hardware o software generano immagini
Matematiche come le equazioni da cui provengono
Non mi interessano i contesti sociali
Dai quali i gruppi musicali provengono
A meno che non si tratti di alieni, navi spaziali
Od antichi guerrieri più o meno medievali
Ascolto solo i brani che ritengo evocativi
Non ascolto i gruppi solo perché mi dici che sono troppo fighi
Ho bisogno di nutrire sfere esistenziali che tu nemmeno concepisci
Cosa mi importa di sapere che questi e
Questi gruppi sono stati capostipiti?
Quando ascolto certi pezzi di elettronica
Vedo Flatlandia, uccido il Buddha
Percepisco lo Sturm und Drang di ACAB
In tempesta contro la balena bianca
Ho la testa fatta di nubi
Mentre tu mi chiedi quali sono i miei
Preferiti tra i gruppi rapper italiani
Fidati, la risposta non era un indizio per conoscermi
Ascolto il rap per surrogare dei dialoghi
Per ascoltare dei racconti che
Magari fossero anche interessanti ma
Molto spesso certi dischi
Li tiro contro il muro dopo appena sette ascolti
Lo percepisco appena dopo aver tirato un disco contro il muro
Nel punto dell'impatto c'è un segno scuro che si muove
Lo guardo per essere sicuro
Che non si tratti di una scolopendra, un ragno
O addirittura un ossiuro
È una madeleine di Proust
Mi introduco curioso in un mondo fatto di nematodi, platelminti
Parassiti e vermi
Mi siedo sui villi intestinali
Allora è così che avvengono gli assorbimenti dei
Boli alimentari trasformati in elementi nutritivi
Sto vivendo un'esperienza intracorporea
Oppure sto solo immaginando di viverla, che differenza fa?
Mi sveglio e percepisco che ero solo assorto
Non ero morto e non stavo dormendo
Anche se coi sogni lucidi che faccio
Con difficoltà distinguo quando sto sognando da quando sono desto
Lo percepisco al funerale di mio nonno
Parenti tutto intorno, alcuni piangono
Io e mia sorella impassibili
Mentre i becchini seppelliscono una bara in un buco di terra
Uno dei seppellitori si gira e mi guarda
È un cinquantenne di grossa taglia
Indossa una cuffia con il logo dei Sepultura
Oddio, io accetto la surrealtà con molta più ilarità che paura
Purtroppo non c'è nessuna scusa
Che mi permetta di ridere al funerale di un mio parente
Certi modelli comportamentali a me non vanno proprio bene
La gente li usa solo per comodità
E perché non possiede una vasta immaginazione
Mentre penso a questo mio nonno apre la bara
E mi indica fra lo stupore parentale
Mi dice: "Hai ragione
Ti sarà sempre più difficile separare
Il piano immaginario da quello pratico
Quindi fai in modo che si permeino, che si permutino, che collassino"
Grazie nonno, sapevo che non eri solo
Buono a brontolare e picchiare mio padre
Hai cambiato la realtà con un tocco
Intorno a me succedono cose che non esistono
Vedo esistere entità provenienti da
Una dimensione senza forma e senza nome
Solo che a differenza di un Cthulhu o Yog-Sothoth
Non sono necessariamente nefaste od orrorifiche
E nemmeno candide e benefiche
Sono volontà ermetiche autonome
Che percepisci per un attimo
Che appaiono evocate da formule magiche
Non ancestrali od arcaiche
Bensì nascoste nelle frange invisibili del caso
In un presente che non può essere toccato