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Addio

👤 Francesco Guccini 🎼 The Platinum Collection ⏱️ 4:10
🎵 2555 characters
⏱️ 4:10 duration
🆔 ID: 631548

📜 Lyrics

Nell'anno Novantanove di nostra vita
Io, Francesco Guccini, eterno studente
Perché la materia di studio sarebbe infinita
E soprattutto perché so di non sapere niente,
Io, chierico vagante, bandito di strada,
Io, non artista, solo piccolo baccelliere,
Perché, per colpa d'altri, vada come vada,
A volte mi vergogno di fare il mio mestiere,

Io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
A riflettori e paillettes delle televisioni,
Alle urla scomposte di politicanti professionisti,
A quelle vostre glorie vuote da coglioni...

E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
Alle diete per mantenersi in forma smagliante
A chi parla sempre di un futuro trionfale
E ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
Alle magie di moda delle religioni orientali
Che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
Ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
Che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
Alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
Alle loro modelle senza umanità
Alle sempiterne belle in gara sui calendari,
A chi dimentica o ignora l'umiltà...

Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,
Cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
Che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
Io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
Io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
Due soldi d'elementari ed uno d'università,
Ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
Dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
A chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
O sceglie a caso per i tiramenti del momento
Curando però sempre di riempirsi la pancia
E dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
Ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
Alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
Al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
A chi si dichiara di sinistra e democratico
Però è amico di tutti perché non si sa mai,
E poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
Ed è anche fondamentalista per evitare guai
A questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
Fatto di nebbia, pieno di sembrare,
Ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
Di lotterie, l'unica fede il cui sperare...

Nell'anno Novantanove di nostra vita
Io, giullare da niente, ma indignato,
Anch'io qui canto con parola sfinita,
Con un ruggito che diventa belato,
Ma a te dedico queste parole da poco
Che sottendono solo un vizio antico
Sperando però che tu non le prenda come un gioco,
Tu, ipocrita uditore, mio simile...
Mio amico...

⏱️ Synced Lyrics

[00:11.13] Nell'anno Novantanove di nostra vita
[00:18.61] Io, Francesco Guccini, eterno studente
[00:22.56] Perché la materia di studio sarebbe infinita
[00:26.53] E soprattutto perché so di non sapere niente,
[00:30.31] Io, chierico vagante, bandito di strada,
[00:32.83] Io, non artista, solo piccolo baccelliere,
[00:37.17] Perché, per colpa d'altri, vada come vada,
[00:39.17] A volte mi vergogno di fare il mio mestiere,
[00:41.85] Io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
[00:47.05] A riflettori e paillettes delle televisioni,
[00:51.31] Alle urla scomposte di politicanti professionisti,
[00:54.74] A quelle vostre glorie vuote da coglioni...
[00:58.07] E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
[01:02.86] Alle diete per mantenersi in forma smagliante
[01:06.41] A chi parla sempre di un futuro trionfale
[01:10.05] E ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
[01:13.25] Alle magie di moda delle religioni orientali
[01:16.55] Che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
[01:20.66] Ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
[01:25.26] Che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
[01:28.03] Alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
[01:31.65] Alle loro modelle senza umanità
[01:34.58] Alle sempiterne belle in gara sui calendari,
[01:37.66] A chi dimentica o ignora l'umiltà...
[01:43.78] Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,
[01:47.26] Cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
[01:50.38] Che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
[01:54.43] Io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
[01:57.72] Io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
[02:01.16] Due soldi d'elementari ed uno d'università,
[02:04.74] Ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
[02:07.78] Dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...
[02:10.94] Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
[02:15.50] A chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
[02:19.66] O sceglie a caso per i tiramenti del momento
[02:23.49] Curando però sempre di riempirsi la pancia
[02:26.74] E dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
[02:31.86] Ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
[02:34.94] Alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
[02:38.94] Al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
[02:42.37] A chi si dichiara di sinistra e democratico
[02:45.45] Però è amico di tutti perché non si sa mai,
[02:48.74] E poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
[02:52.76] Ed è anche fondamentalista per evitare guai
[02:55.86] A questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
[02:59.96] Fatto di nebbia, pieno di sembrare,
[03:03.37] Ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
[03:06.75] Di lotterie, l'unica fede il cui sperare...
[03:25.47] Nell'anno Novantanove di nostra vita
[03:30.47] Io, giullare da niente, ma indignato,
[03:34.56] Anch'io qui canto con parola sfinita,
[03:38.26] Con un ruggito che diventa belato,
[03:41.16] Ma a te dedico queste parole da poco
[03:44.44] Che sottendono solo un vizio antico
[03:47.32] Sperando però che tu non le prenda come un gioco,
[03:51.64] Tu, ipocrita uditore, mio simile...
[03:56.21] Mio amico...
[04:03.34]

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