Autodafè
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⏱️ 4:01 duration
🆔 ID: 633016
📜 Lyrics
Prendo le distanze da me
Perché non voglio avere niente a cui spartire con me,
Da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi:
Sono il mio nemico, il più acerrimo.
Carceriere di me stesso con la chiave in tasca
Invoco libertà ma per adesso so che questa cella resterà sprangata
A triplice mandata dall'interno:
Sono l'anima dannata messa a guardia del mio inferno.
Reprimo ogni possibile "me",
Inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile,
Segno i giorni scorrere sul calendario, faccio la vittima, il mandante ed il sicario.
Sono l'Uomo Nero che turbava i sogni quando li facevo,
Credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso
Ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso dei peccati che ho commesso
E guido un autodafè
In cattiva compagnia soprattutto se sto solo,
Negativo come i G in una picchiata, prendo il volo,
Salgo, stallo e aspetto il peggio,
Che non sta nella caduta ma nell'atterraggio come dice Hubert.
Malato immaginario più di quello di Molière,
Sono il mio gregario e mi comporto da Salieri e non chiedermi il perché,
Che come il Tethered quando perdo il filo poi non mi puoi più riprendere.
Caro amico non ti scrivo, non ti cerco e non ti chiamo mai,
Batti un colpo se ci sei e se stai ascoltandomi,
Strappami da questo mio torpore atarassico,
Mi son perso dentro un parco che è giurassico e non trovo vie d'uscita:
Vieni a prendermi o precipito,
Scivolo come Maximillian verso il buco nero del fastidio:
Nel tedio per me non c'è rimedio e me ne accorgo
Perché sono sotto assedio mentre tu mi fai l'embargo.
Critico, m'arrampico su cattedre che non mi spettano
E mi accorgo solo dopo un attimo che esagero:
Ma come al solito il danno fatto è irreparabile,
La storia è irreversibile, la mia memoria è labile e lavabile.
Abito quest'ombra con contratto ad equo-canone
Pagando la pigione all'abitudine e prendendo l'eccezione come regola di vita:
Sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita.
Vago, divago, come il dr. Zivago
Io mi sbraccio e non mi vedi,
Cerco mani e spesso trovo piedi,
Cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano,
Ed io so bene che le cicatrici restano.
Carta, penna e poco più per stare a galla,
Nella testa il mio pensiero è come un ragno in una bolla:
Seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il mio cadavere.
Pazientemente...
Perché non voglio avere niente a cui spartire con me,
Da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi:
Sono il mio nemico, il più acerrimo.
Carceriere di me stesso con la chiave in tasca
Invoco libertà ma per adesso so che questa cella resterà sprangata
A triplice mandata dall'interno:
Sono l'anima dannata messa a guardia del mio inferno.
Reprimo ogni possibile "me",
Inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile,
Segno i giorni scorrere sul calendario, faccio la vittima, il mandante ed il sicario.
Sono l'Uomo Nero che turbava i sogni quando li facevo,
Credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso
Ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso dei peccati che ho commesso
E guido un autodafè
In cattiva compagnia soprattutto se sto solo,
Negativo come i G in una picchiata, prendo il volo,
Salgo, stallo e aspetto il peggio,
Che non sta nella caduta ma nell'atterraggio come dice Hubert.
Malato immaginario più di quello di Molière,
Sono il mio gregario e mi comporto da Salieri e non chiedermi il perché,
Che come il Tethered quando perdo il filo poi non mi puoi più riprendere.
Caro amico non ti scrivo, non ti cerco e non ti chiamo mai,
Batti un colpo se ci sei e se stai ascoltandomi,
Strappami da questo mio torpore atarassico,
Mi son perso dentro un parco che è giurassico e non trovo vie d'uscita:
Vieni a prendermi o precipito,
Scivolo come Maximillian verso il buco nero del fastidio:
Nel tedio per me non c'è rimedio e me ne accorgo
Perché sono sotto assedio mentre tu mi fai l'embargo.
Critico, m'arrampico su cattedre che non mi spettano
E mi accorgo solo dopo un attimo che esagero:
Ma come al solito il danno fatto è irreparabile,
La storia è irreversibile, la mia memoria è labile e lavabile.
Abito quest'ombra con contratto ad equo-canone
Pagando la pigione all'abitudine e prendendo l'eccezione come regola di vita:
Sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita.
Vago, divago, come il dr. Zivago
Io mi sbraccio e non mi vedi,
Cerco mani e spesso trovo piedi,
Cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano,
Ed io so bene che le cicatrici restano.
Carta, penna e poco più per stare a galla,
Nella testa il mio pensiero è come un ragno in una bolla:
Seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il mio cadavere.
Pazientemente...
⏱️ Synced Lyrics
[00:33.76] Prendo le distanze da me
[00:35.56] Perché non voglio avere niente a cui spartire con me,
[00:38.29] Da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi:
[00:42.22] Sono il mio nemico, il più acerrimo.
[00:44.88] Carceriere di me stesso con la chiave in tasca
[00:47.28] Invoco libertà ma per adesso so che questa cella resterà sprangata
[00:51.26] A triplice mandata dall'interno:
[00:53.43] Sono l'anima dannata messa a guardia del mio inferno.
[00:56.33] Reprimo ogni possibile "me",
[00:58.24] Inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile,
[01:02.07] Segno i giorni scorrere sul calendario, faccio la vittima, il mandante ed il sicario.
[01:06.85] Sono l'Uomo Nero che turbava i sogni quando li facevo,
[01:10.49] Credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso
[01:13.58] Ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso dei peccati che ho commesso
[01:17.93] E guido un autodafè
[01:19.56] In cattiva compagnia soprattutto se sto solo,
[01:22.10] Negativo come i G in una picchiata, prendo il volo,
[01:25.17] Salgo, stallo e aspetto il peggio,
[01:27.38] Che non sta nella caduta ma nell'atterraggio come dice Hubert.
[01:30.71] Malato immaginario più di quello di Molière,
[01:33.57] Sono il mio gregario e mi comporto da Salieri e non chiedermi il perché,
[01:37.90] Che come il Tethered quando perdo il filo poi non mi puoi più riprendere.
[01:41.73]
[02:03.45] Caro amico non ti scrivo, non ti cerco e non ti chiamo mai,
[02:06.44] Batti un colpo se ci sei e se stai ascoltandomi,
[02:09.26] Strappami da questo mio torpore atarassico,
[02:11.87] Mi son perso dentro un parco che è giurassico e non trovo vie d'uscita:
[02:15.27] Vieni a prendermi o precipito,
[02:16.74] Scivolo come Maximillian verso il buco nero del fastidio:
[02:20.87] Nel tedio per me non c'è rimedio e me ne accorgo
[02:23.67] Perché sono sotto assedio mentre tu mi fai l'embargo.
[02:26.69] Critico, m'arrampico su cattedre che non mi spettano
[02:29.93] E mi accorgo solo dopo un attimo che esagero:
[02:32.33] Ma come al solito il danno fatto è irreparabile,
[02:35.08] La storia è irreversibile, la mia memoria è labile e lavabile.
[02:38.86] Abito quest'ombra con contratto ad equo-canone
[02:41.32] Pagando la pigione all'abitudine e prendendo l'eccezione come regola di vita:
[02:46.17] Sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita.
[02:49.22] Vago, divago, come il dr. Zivago
[02:51.86] Io mi sbraccio e non mi vedi,
[02:53.60] Cerco mani e spesso trovo piedi,
[02:55.67] Cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano,
[02:58.23] Ed io so bene che le cicatrici restano.
[03:00.76] Carta, penna e poco più per stare a galla,
[03:03.36] Nella testa il mio pensiero è come un ragno in una bolla:
[03:06.21] Seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il mio cadavere.
[03:09.99] Pazientemente...
[03:11.83]
[00:35.56] Perché non voglio avere niente a cui spartire con me,
[00:38.29] Da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi:
[00:42.22] Sono il mio nemico, il più acerrimo.
[00:44.88] Carceriere di me stesso con la chiave in tasca
[00:47.28] Invoco libertà ma per adesso so che questa cella resterà sprangata
[00:51.26] A triplice mandata dall'interno:
[00:53.43] Sono l'anima dannata messa a guardia del mio inferno.
[00:56.33] Reprimo ogni possibile "me",
[00:58.24] Inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile,
[01:02.07] Segno i giorni scorrere sul calendario, faccio la vittima, il mandante ed il sicario.
[01:06.85] Sono l'Uomo Nero che turbava i sogni quando li facevo,
[01:10.49] Credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso
[01:13.58] Ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso dei peccati che ho commesso
[01:17.93] E guido un autodafè
[01:19.56] In cattiva compagnia soprattutto se sto solo,
[01:22.10] Negativo come i G in una picchiata, prendo il volo,
[01:25.17] Salgo, stallo e aspetto il peggio,
[01:27.38] Che non sta nella caduta ma nell'atterraggio come dice Hubert.
[01:30.71] Malato immaginario più di quello di Molière,
[01:33.57] Sono il mio gregario e mi comporto da Salieri e non chiedermi il perché,
[01:37.90] Che come il Tethered quando perdo il filo poi non mi puoi più riprendere.
[01:41.73]
[02:03.45] Caro amico non ti scrivo, non ti cerco e non ti chiamo mai,
[02:06.44] Batti un colpo se ci sei e se stai ascoltandomi,
[02:09.26] Strappami da questo mio torpore atarassico,
[02:11.87] Mi son perso dentro un parco che è giurassico e non trovo vie d'uscita:
[02:15.27] Vieni a prendermi o precipito,
[02:16.74] Scivolo come Maximillian verso il buco nero del fastidio:
[02:20.87] Nel tedio per me non c'è rimedio e me ne accorgo
[02:23.67] Perché sono sotto assedio mentre tu mi fai l'embargo.
[02:26.69] Critico, m'arrampico su cattedre che non mi spettano
[02:29.93] E mi accorgo solo dopo un attimo che esagero:
[02:32.33] Ma come al solito il danno fatto è irreparabile,
[02:35.08] La storia è irreversibile, la mia memoria è labile e lavabile.
[02:38.86] Abito quest'ombra con contratto ad equo-canone
[02:41.32] Pagando la pigione all'abitudine e prendendo l'eccezione come regola di vita:
[02:46.17] Sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita.
[02:49.22] Vago, divago, come il dr. Zivago
[02:51.86] Io mi sbraccio e non mi vedi,
[02:53.60] Cerco mani e spesso trovo piedi,
[02:55.67] Cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano,
[02:58.23] Ed io so bene che le cicatrici restano.
[03:00.76] Carta, penna e poco più per stare a galla,
[03:03.36] Nella testa il mio pensiero è come un ragno in una bolla:
[03:06.21] Seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il mio cadavere.
[03:09.99] Pazientemente...
[03:11.83]