Canzone Per Piero (2007 Digital Remaster)
🎵 2079 characters
⏱️ 6:16 duration
🆔 ID: 634664
📜 Lyrics
Mio vecchio amico di giorni e pensieri da quanto tempo che ci conosciamo,
Venticinque anni son tanti e diciamo un po' retorici che sembra ieri.
Invece io so che è diverso e tu sai quello che il tempo ci ha preso e ci ha dato:
Io appena giovane sono invecchiato, tu forse giovane non sei stato mai.
Ma d' illusioni non ne abbiamo avute, o forse si, ma nemmeno ricordo,
Tutte parole che si son perdute con la realtà incontrata ogni giorno.
Chi glielo dice a chi è giovane adesso di quante volte si possa sbagliare,
Fino al disgusto di ricominciare perché ogni volta è poi sempre lo stesso.
Eppure il mondo continua e va avanti con noi o senza e ogni cosa si crea
Su ciò che muore e ogni nuova idea su vecchie idee e ogni gioia su pianti.
Ma più che triste ora è buffo pensare a tutti i giorni che abbiamo sprecati,
A tutti gli attimi lasciati andare e ai miti belli delle nostre estati.
Dopo l'inverno e l' angoscia in città quei lunghi mesi sdraiati davanti,
Liberazione del fiume e dei monti e linfa aspra della nostra età.
Quei giorni spesi a parlare di niente sdraiati al sole inseguendo la vita,
Come l' avessimo sempre capita, come qualcosa capito per sempre.
Il mio Leopardi, le tue teologie: "Esiste Dio?" Le risate più pazze,
Le sbornie assurde, le mie fantasie, le mie avventure in città con ragazze.
Poi quell' amore alla fine reale tra le canzoni di moda e le danze:
"E' in gamba sai, legge Edgar Lee Masters. Mi ha detto no, non dovrei mai pensare."
Le sigarette con rabbia fumate, i blue jeans vecchi e le poche lire,
Sembrava che non dovesse finire, ma ad ogni autunno finiva l' estate.
Poi tutto è andato e diciamo siam vecchi, ma cosa siamo e che senso ha mai questo
Nostro cammino di sogni fra specchi, tu che lavori quand' io vado a letto.
Io dico sempre non voglio capire, ma è come un vizio sottile e più penso
Più mi ritrovo questo vuoto immenso e per rimedio soltanto il dormire.
E poi ogni giorno mi torno a svegliare e resto incredulo, non vorrei alzarmi,
Ma vivo ancora e son lì ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male...
Venticinque anni son tanti e diciamo un po' retorici che sembra ieri.
Invece io so che è diverso e tu sai quello che il tempo ci ha preso e ci ha dato:
Io appena giovane sono invecchiato, tu forse giovane non sei stato mai.
Ma d' illusioni non ne abbiamo avute, o forse si, ma nemmeno ricordo,
Tutte parole che si son perdute con la realtà incontrata ogni giorno.
Chi glielo dice a chi è giovane adesso di quante volte si possa sbagliare,
Fino al disgusto di ricominciare perché ogni volta è poi sempre lo stesso.
Eppure il mondo continua e va avanti con noi o senza e ogni cosa si crea
Su ciò che muore e ogni nuova idea su vecchie idee e ogni gioia su pianti.
Ma più che triste ora è buffo pensare a tutti i giorni che abbiamo sprecati,
A tutti gli attimi lasciati andare e ai miti belli delle nostre estati.
Dopo l'inverno e l' angoscia in città quei lunghi mesi sdraiati davanti,
Liberazione del fiume e dei monti e linfa aspra della nostra età.
Quei giorni spesi a parlare di niente sdraiati al sole inseguendo la vita,
Come l' avessimo sempre capita, come qualcosa capito per sempre.
Il mio Leopardi, le tue teologie: "Esiste Dio?" Le risate più pazze,
Le sbornie assurde, le mie fantasie, le mie avventure in città con ragazze.
Poi quell' amore alla fine reale tra le canzoni di moda e le danze:
"E' in gamba sai, legge Edgar Lee Masters. Mi ha detto no, non dovrei mai pensare."
Le sigarette con rabbia fumate, i blue jeans vecchi e le poche lire,
Sembrava che non dovesse finire, ma ad ogni autunno finiva l' estate.
Poi tutto è andato e diciamo siam vecchi, ma cosa siamo e che senso ha mai questo
Nostro cammino di sogni fra specchi, tu che lavori quand' io vado a letto.
Io dico sempre non voglio capire, ma è come un vizio sottile e più penso
Più mi ritrovo questo vuoto immenso e per rimedio soltanto il dormire.
E poi ogni giorno mi torno a svegliare e resto incredulo, non vorrei alzarmi,
Ma vivo ancora e son lì ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male...
⏱️ Synced Lyrics
[00:24.01] Mio vecchio amico di giorni e pensieri da quanto tempo che ci conosciamo,
[00:36.17] Venticinque anni son tanti e diciamo un po' retorici che sembra ieri.
[00:47.40] Invece io so che è diverso e tu sai quello che il tempo ci ha preso e ci ha dato:
[00:58.45] Io appena giovane sono invecchiato, tu forse giovane non sei stato mai.
[01:11.45] Ma d' illusioni non ne abbiamo avute, o forse si, ma nemmeno ricordo,
[01:23.45] Tutte parole che si son perdute con la realtà incontrata ogni giorno.
[01:35.57] Chi glielo dice a chi è giovane adesso di quante volte si possa sbagliare,
[01:46.57] Fino al disgusto di ricominciare perché ogni volta è poi sempre lo stesso.
[01:59.64] Eppure il mondo continua e va avanti con noi o senza e ogni cosa si crea
[02:10.67] Su ciò che muore e ogni nuova idea su vecchie idee e ogni gioia su pianti.
[02:22.68] Ma più che triste ora è buffo pensare a tutti i giorni che abbiamo sprecati,
[02:33.78] A tutti gli attimi lasciati andare e ai miti belli delle nostre estati.
[02:46.73] Dopo l'inverno e l' angoscia in città quei lunghi mesi sdraiati davanti,
[02:57.73] Liberazione del fiume e dei monti e linfa aspra della nostra età.
[03:09.88] Quei giorni spesi a parlare di niente sdraiati al sole inseguendo la vita,
[03:20.86] Come l' avessimo sempre capita, come qualcosa capito per sempre.
[03:32.82] Il mio Leopardi, le tue teologie: "Esiste Dio?" Le risate più pazze,
[03:43.87] Le sbornie assurde, le mie fantasie, le mie avventure in città con ragazze.
[03:55.92] Poi quell' amore alla fine reale tra le canzoni di moda e le danze:
[04:06.96] "E' in gamba sai, legge Edgar Lee Masters. Mi ha detto no, non dovrei mai pensare."
[04:18.90] Le sigarette con rabbia fumate, i blue jeans vecchi e le poche lire,
[04:30.07] Sembrava che non dovesse finire, ma ad ogni autunno finiva l' estate.
[04:42.93] Poi tutto è andato e diciamo siam vecchi, ma cosa siamo e che senso ha mai questo
[04:53.06] Nostro cammino di sogni fra specchi, tu che lavori quand' io vado a letto.
[05:05.06] Io dico sempre non voglio capire, ma è come un vizio sottile e più penso
[05:15.12] Più mi ritrovo questo vuoto immenso e per rimedio soltanto il dormire.
[05:27.19] E poi ogni giorno mi torno a svegliare e resto incredulo, non vorrei alzarmi,
[05:38.23] Ma vivo ancora e son lì ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male...
[05:52.22]
[00:36.17] Venticinque anni son tanti e diciamo un po' retorici che sembra ieri.
[00:47.40] Invece io so che è diverso e tu sai quello che il tempo ci ha preso e ci ha dato:
[00:58.45] Io appena giovane sono invecchiato, tu forse giovane non sei stato mai.
[01:11.45] Ma d' illusioni non ne abbiamo avute, o forse si, ma nemmeno ricordo,
[01:23.45] Tutte parole che si son perdute con la realtà incontrata ogni giorno.
[01:35.57] Chi glielo dice a chi è giovane adesso di quante volte si possa sbagliare,
[01:46.57] Fino al disgusto di ricominciare perché ogni volta è poi sempre lo stesso.
[01:59.64] Eppure il mondo continua e va avanti con noi o senza e ogni cosa si crea
[02:10.67] Su ciò che muore e ogni nuova idea su vecchie idee e ogni gioia su pianti.
[02:22.68] Ma più che triste ora è buffo pensare a tutti i giorni che abbiamo sprecati,
[02:33.78] A tutti gli attimi lasciati andare e ai miti belli delle nostre estati.
[02:46.73] Dopo l'inverno e l' angoscia in città quei lunghi mesi sdraiati davanti,
[02:57.73] Liberazione del fiume e dei monti e linfa aspra della nostra età.
[03:09.88] Quei giorni spesi a parlare di niente sdraiati al sole inseguendo la vita,
[03:20.86] Come l' avessimo sempre capita, come qualcosa capito per sempre.
[03:32.82] Il mio Leopardi, le tue teologie: "Esiste Dio?" Le risate più pazze,
[03:43.87] Le sbornie assurde, le mie fantasie, le mie avventure in città con ragazze.
[03:55.92] Poi quell' amore alla fine reale tra le canzoni di moda e le danze:
[04:06.96] "E' in gamba sai, legge Edgar Lee Masters. Mi ha detto no, non dovrei mai pensare."
[04:18.90] Le sigarette con rabbia fumate, i blue jeans vecchi e le poche lire,
[04:30.07] Sembrava che non dovesse finire, ma ad ogni autunno finiva l' estate.
[04:42.93] Poi tutto è andato e diciamo siam vecchi, ma cosa siamo e che senso ha mai questo
[04:53.06] Nostro cammino di sogni fra specchi, tu che lavori quand' io vado a letto.
[05:05.06] Io dico sempre non voglio capire, ma è come un vizio sottile e più penso
[05:15.12] Più mi ritrovo questo vuoto immenso e per rimedio soltanto il dormire.
[05:27.19] E poi ogni giorno mi torno a svegliare e resto incredulo, non vorrei alzarmi,
[05:38.23] Ma vivo ancora e son lì ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male...
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